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Natura
AREE PROTETTE
Le isole ed il litorale di Rovigno www.natura-histrica.hr
I confini di questo territorio si protendono da capo San Giovanni (Sv. Ivan), a nord, sino a capo Barbariga, a sud (escluso il territorio della città di Rovigno, che va dal passaggio a livello della ferrovia ai margini del bosco Monte Mulini). Esso comprende tutte le isole abitate e disabitate ed una fascia costiera che, a seconda della configurazione del terreno, raggiunge circa 500 metri di larghezza. Il gran valore paesaggistico ed estetico del territorio s’evidenzia nella sua rigogliosa vegetazione, comprendente pini calabri e pini d’Aleppo, cedri, cipressi ed un tipo autoctono di leccio, e nella frastagliosità delle coste, ricchissime d’isole, scogli, cale e promontori.
Isolotto Dvije sestrice (Due sorelline)
Questi due isolotti rappresentano il maggiore sito di nidificazione dei gabbiani sul territorio rovignese. Quando i gabbiani erano meno numerosi questi due isolotti, ricoperti di macchia mediterranea e gariga, ospitavano una riserva destinata alla nidificazione dei gabbiani.
Saline
Le saline si trovano nelle immediate vicinanze del territorio di Valalta. Area lagunare dal suolo melmoso, vanta una vegetazione interessantissima luogo di transito di tante specie d’uccelli.
LE ISOLE
Arcipelago rovignese www.natura-histrica.hr
L’arcipelago rovignese conta 22 isole ed isolotti. Sant’Andrea (Sv. Andrija) e Santa Caterina (Sv. Katarina), le isole maggiori, ospitano alcune strutture ricettive della “Maistra”. Un tempo comprese nei possedimenti dei pescatori e delle ricche e nobili famiglie rovignesi, anch’esse non poterono sottrarsi all’invadenza del capitale straniero. E così l’Isola Rossa divenne proprietà del barone Hütterott, mentre Santa Caterina fu acquistata dal conte polacco Milewski. I due ingaggiarono una vera e propria gara su quale, delle due, fosse l’isola più bella dell’arcipelago, e la sistematica piantumazione di alberi e flora hanno trasformato entrambe le isole in prestigiose destinazioni turistiche, vero e proprio fiore all’occhiello della città.
Isola di Sant’Andrea (Sv. Andrija), Isola Rossa
Nell’alto Medioevo, sull’isola si trovavano un ospizio ed un monastero benedettini. Nel 1446 l’isola fu raggiunta da una comunità di frati francescani proveniente dalla Dalmazia. Insediatisi sull’isola, intrapresero subito i lavori di riparazione e d’ampliamento della chiesa di Sant’Andrea e di restauro del monastero. Dal 1820 al 1890 l’isola divenne sede dell’attività di varie aziende produttive che trasformarono i locali del monastero prima in oleificio, poi in cementificio. È il tempo del declino dei valori culturali presenti sull’isola. Finalmente, nel 1890, l’isola di Sant’Andrea fu acquistata da Johan Georg Hütterott che la valorizzò restaurandone il complesso monasteriale e trasformandolo in residenza estiva (il cuore del futuro complesso turistico). Georg Hütterott trasformò l’edificio del monastero in castello, fece trasportare sull’isola tanta nuova terra, vi portò l’acqua della rete idrica cittadina e, più tardi, vi fece arrivare la linea telefonica e quella elettrica. Con la creazione d’un bel parco di macchia mediterranea e d’altra vegetazione e con l’assetto del verde e dei giardini, l’isola riacquistò lo splendore vantato prima della devastazione causata dagli impianti industriali. Degno di nota è il mausoleo del barone Hütterott sul vicino isolotto di Maškin, collegato all’isola di Sant’Andrea mediante una lingua di terra. Il piazzale attorno al mausoleo è racchiuso da una circonferenza di cipressi che, probabilmente, rappresentava la rosa dei venti. Originariamente al mausoleo conducevano dodici vialetti, anch’essi delimitati da cipressi; in seguito ad un intervento di sistemazione, i vialetti furono ridotti a quattro.
Isola di Santa Caterina (Sv. Katarina)
Le origini dell’isola risalgono addirittura all’età del bronzo. Ne sono prova i resti d’un edificio preistorico scoperto nel 1886 e che fa dell’isola il luogo abitato più antico del territorio dell’odierna Rovigno. In epoca più tarda l’isola fu sede di tanti ordini religiosi. Sede d’un ospizio per eremiti (sino al 1473), l’isola fu in seguito abitata da una comunità di monaci Serviti di Maria provenienti dalla provincia di Treviso. Ad essi si devono la costruzione d’un monastero, il restauro della chiesetta di Santa Caterina e la costruzione d’un alto campanile. I monaci restarono sull’isola sino al 1779; dopodichè, in forza d’un decreto del Magistrato veneziano, l’isola entrò a far parte dei possedimenti del Comune. Di lì a poco, un intrico di legami familiari permetterà alla famiglia Paulini d’impossessarsi dell’isola. Nel 1860 l’isola fu acquistata da Matteo Rispondi, più tardi ereditata dal suo unico figlio Alvise Rispondo, illustre notaio rovignese. Dopo il 1890 (anno in cui il barone Hütterott divenne proprietario dell’isola di Sant’Andrea), le classi più abbienti dell’epoca mostrarono grande interesse all’acquisto di terreni sui quali edificare alberghi e così trasformare Rovigno in una moderna località di villeggiatura ad uso e consumo dell’aristocrazia. Fu così che l’eccentrico conte polacco Milewski acquistò l’isola di Santa Caterina nel 1905.
Ricoperto di terra fertile il suolo di quest’isola pietrosa, diede inizio all’opera di piantumazione e rimboschimento, seguita dalla costruzione d’alcuni moli, d’una rete di sentieri e di un castello. I lavori di sistemazione dell’isola si svolsero in un clima di sana competizione con l’isola del vicino, quella di Sant’Andrea, appartenente al barone Hütterott. Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, che sulla propria isola conduceva una ricca vita di società, Milewski decise di vietare l’accesso all’isola di Santa Caterina, facendola custodire da cani da guardia e guardie del corpo. La suggestività e la bellezza dell’isola di Santa Caterina devono tantissimo all’amore ed agli investimenti del conte polacco; deceduto quest’ultimo, ed a causa delle turbolente vicende storiche che coinvolsero l’area, l’isola passò di mano in mano sino a diventare parte, con la fine della Seconda guerra mondiale, del territorio della città di Rovigno.
LE SPIAGGE CITTADINE
Spiaggia di Baluota
Pittoresca spiaggia rocciosa ai piedi della chiesa di Sant’Eufemia, la sera si trasforma in un luogo di suggestivi eventi cittadini.
Cala Lone
Dopo la sua sistemazione è diventata la spiaggia cittadina più frequentata, ubicata com’è nei pressi dello splendido parco-bosco Zlatni rt (Punta Corrente), a due passi dalla città e nelle vicinanze di diversi alberghi della “Maistra” (Park, Eden, Monte Mulini).
LE GROTTE
Grotta di Romualdo www.natura-histrica.hr
Golfo di Leme
Questa grotta di 105 metri consta di alcune imponenti sale che hanno custodito le prove della costante presenza della vita sin dalla preistoria. L’ingresso alla grotta è alto 47 centimetri, mentre la volta della sala maggiore è alta dai cinque ai sei metri. La grotta di Romualdo è considerata un vero e proprio fenomeno speleologico perché i suoi ornamenti si trovano soltanto sul lato sinistro, mentre quello destro ne è completamente spoglio. Tra il 1961 ed il 1962 l’archeologo Mirko Malez, con l’ausilio di 5 sonde infisse nel terreno, rinvenne ossa d’animali pleistocenici come l’orso, il leone, il leopardo e la iena delle caverne, il cavallo selvatico, il cervo, la lepre delle nevi, ecc. I reperti più interessanti, tuttavia, sono quelli che provano la presenza dell’uomo preistorico nella grotta: un cacciatore risalente agli albori dell’età della pietra. La grotta è interessante anche perché fu scelta come luogo di preghiera e meditazione da san Romualdo, che vi visse per ben tre anni (dal 1001 al 1004). La temperatura della grotta è costante tutto l’anno ed oscilla tra i 14 ed i 17°C. Nei mesi estivi è abitata da colonie di pipistrelli, ragni e cavallette.
BENI D’INTERESSE GEOLOGICO
Cava di Monfiorenzo www.natura-histrica.hr
Nei dintorni di Rovigno
Bene d’interesse geologico di portata mondiale, testimonia della genesi della costa istriana (è anche nota come cava Fantasia). I suoi tanti strati testimoniano dell’esistenza di prati d’alghe verde smeraldo pietrificati che, mescolatesi con la melma calcarea, furono trasportati nel corso di 130 milioni d’anni sulla terraferma dalla forza delle correnti marine. La località è un esempio unico di sedimentazione calcarea ed una delle cave di pietra più importanti ed interessanti del mondo. La qualità della pietra nei dintorni di Rovigno è eccellente: ne sono conferma gli scavi archeologici che hanno dimostrato come, già in epoca romana, essa venisse utilizzata per la costruzione dei sarcofaghi. La pietra bianca proveniente dalle cave di Rovigno fu impiegata per la costruzione di tanti sfarzosi palazzi di Venezia, tra i quali ricordiamo il Palazzo dei Dogi, le Procuratie in Piazza San Marco, la chiesa di Santa Maria della Salute e tanti altri famosi edifici di Padova ed Ancona.
PARETI ROCCIOSE/SITI PER L’ARRAMPICATA
Zlatni rt (Punta Corrente) www.natura-histrica.hr
Questo sito per l’arrampicata sorge nelle immediate vicinanze della città di Rovigno, nell’area protetta dell’omonimo parco-bosco, a due passi dal mare. La parete offre un’incantevole vista sull’Isola Rossa.
Sito per l’arrampicata sul golfo di Leme
Dvigrad (Duecastelli)
Istria (Contea)
In Istria segnaliamo la presenza d’altri siti per l’arrampicata: Raspadalica sopra Buzet (Pinguente), Vranjska draga nei pressi della galleria dell’Učka, alcune località nei pressi di Pazin (Pisino), Mošćenička draga, Vintijana vicino a Pula (Pola) e Rabac (Porto Albona).
BELVEDERE
La chiesa ed il campanile di Sant’Eufemia www.natura-histrica.hr
Quello di Sant’Eufemia è il secondo campanile più alto dell’Istria. Da esso si può ammirare un panorama che abbraccia tanti isolotti lungo la costa rovignese e, nelle giornate di cielo sereno, anche un tratto della costa italiana.
Golfo di Leme
Si tratta d’uno splendido panorama sovrastante il golfo di Leme, sul versante di Vrsar (Orsera), tappa obbligata d’ogni tour per l’Istria.
GOLFI/GOLE/CANYON
Golfo di Leme www.natura-histrica.hr
Golfo e canale stretti tra Orsera e Rovigno, sono nati dall’inondazione d’una valle carsica. Il canale è lungo circa 10 km, largo in media 600 m ed ha una profondità massima di 33 m. A causa delle tante sorgenti idriche sommerse, la salinità del mare è molto ridotta, così com’è ridotta la trasparenza dell’acqua ricca di plancton. Altre caratteristiche dell’acqua del golfo di Leme sono gli sbalzi termici e la gran concentrazione d’ossigeno, tutte proprietà che favoriscono la crescita della flora e della fauna marine. L’area è un fregolatoio naturale per tante specie ittiche.
SITI D’INTERESSE PALEONTOLOGICO
Grotta di Romualdo www.natura-histrica.hr
Tra il 1961 ed il 1962 l’archeologo Mirko Malez, con l’ausilio di 5 sonde infisse nel terreno, rinvenne ossa d’animali pleistocenici come l’orso, il leone, il leopardo e la iena delle caverne, il cavallo selvatico, il cervo, la lepre delle nevi, ecc. I reperti più interessanti, tuttavia, sono quelli che provano la presenza dell’uomo preistorico nella grotta: un cacciatore risalente agli albori dell’età della pietra. La grotta è interessante anche perché fu scelta come luogo di preghiera e meditazione da san Romualdo, che vi visse per ben tre anni (dal 1001 al 1004).
I PARCHI-BOSCO
Parco-bosco Zlatni rt (Punta Corrente) www.natura-histrica.hr
È l’area protetta più antica della Contea istriana, luogo d’alto valore estetico e botanico. I lavori di sistemazione del parco-bosco ebbero inizio nella seconda metà del XX secolo, al tempo del barone Hütterott. Esso comprende una composizione a forma di stella a sei punte di cedri dell’Himalaia, un viale di cipressi e pini e diversi prati attorniati da duglasie e cipressi esotici solitari. È presente anche un bosco di lecci autoctoni con elementi di macchia mediterranea. È meta di belle passeggiate e pedalate all’aria aperta.
Parco-bosco Škaraba www.natura-histrica.hr
Area dall’alto valore estetico e paesaggistico, prosegue nel parco-bosco Zlatni rt (Punta Corrente). Rappresenta la continuità storica e rinnova l’originario legame con il parco-bosco Zlatni rt, con il quale costituiva un unico ambiente.
RISERVE NATURALI PROTETTE
Riserva ornitologica Palud www.natura-histrica.hr
A soli 10 km da Rovigno c’è una palude salmastra con flora e fauna interessanti ed alcune specie vegetali rare. L’area spicca per la sua varietà e sua la ricchezza ornitologica. È accentuata la presenza dei trampolieri, soprattutto nei periodi della nidificazione, dello svernamento e durante i loro flussi migratori. La grand biodiversità della zona è determinata da fattori pedologici, microclimatici, idrologici, ecc.
RISERVE VENATORIE
Istria
In Istria ci sono 46 riserve di caccia e 38 società venatorie, i cui affiliati curano e gestiscono un totale di 42 riserve venatorie e 13 “Case della caccia”. Le altre quattro riserve sono affittate a soggetti privati o pubblici. Nel periodo compreso tra ottobre e fine gennaio, in tutte le riserve venatorie istriane è consentita la caccia alla beccaccia.
Informazioni:
Federazione della caccia della Contea istriana, Parenzo
Telefono: +385 (0)52 460390
E-mail: istra@hls.t-com.hr
ZONE PER LA PESCA
Istria
La migliore zona per la pesca si trova lungo la costa occidentale istriana, nel tratto che va da Parenzo a Rovigno. Si tratta d’acque ricche di pagelli, che in autunno sono sostituiti dalle orate e dai branzini. Questo mare è un paradiso per la pesca sportiva e la pesca subacquea.
MONUMENTI DELL’ARCHITETTURA DEI GIARDINI E PAESAGGISTICA
Filare di cipressi nel cimitero di Rovigno www.natura-histrica.hr
Il cimitero di Rovigno, con 115 cipressi piramidali dalla forma molto bella disposti in 8 file di differenti altezze ed età, è considerato un importante monumento dell’architettura dei giardini. L’altezza dei cipressi più vecchi raggiunge anche i 15 metri.
Storis
COMPLESSI URBANI PROTETTI
Il centro storico di Rovigno
Il complesso urbano del centro storico di Rovigno, sottoposto a tutela, è la parte più straordinaria e singolare della città. La parte antica della città abbonda di finestre, balconi, ballatoi, altane, portali e scalinate romanico-gotici, rinascimentali, barocchi e neoclassici. Una passeggiata per le strette vie e le piazze del centro, attraverso file di palazzi talmente vicini da sembrare sostenersi l’unl’altro, vi porterà ad inerpicarvi sino a raggiungere la chiesa di Sant’Eufemia. Il centro storico di Rovigno era originariamente protetto da una cinta muraria costruita in parte nell’alto Medioevo, in parte nel Rinascimento. Alcuni suoi tratti sono visibili tutt’oggi sui lati sud e nord della città vecchia. Si tratta della Porta di San Benedetto (oggi Porta sulla riva), della Porta Sottomuro, con un’iscrizione del 1590, e della Porta di Santa Croce, riportante l’antico stemma cittadino, mentre la Porta della Vecchia pescheria, oggi Arco dei Balbi, nel tempo ha subito varie trasformazioni.
Piazza principale cittadina
Alla città vecchia s’accede passando, attraversata la piazza principale cittadina, sotto l’Arco dei Balbi (un tempo Porta della Vecchia pescheria). Un lato della piazza è dominato da palazzi in stile veneziano; sull’altro lato, invece, s’affacciano edifici che ci riportano a quell’ambiente artistico ed architettonico ispirato allo stile triestino-austriaco. Al suo centro vediamo una fontana relativamente recente (1959) nella quale fanno il bagno e placano la sete i tanti piccioni della piazza.
Piazza “Pod lukovima”
La chiesa di San Benedetto, risalente al XIV secolo, si trova in Piazza (Trg) Pod lukovima (Sotto gli archi), attorniata da alti palazzi; adiacente ad essa, s’erge la Porta di San Benedetto (ora Porta sulla riva), con un tratto delle mura medievali del XII secolo. Questa piazza rovignese è uno dei complessi urbani più belli, dal valore ambientale molto elevato.
Piazza Matteotti
Da piazza Matteotti giungiamo alla Piazza grande (Veli trg), ricca di splendidi edifici rinascimentali del XVI secolo. Qualunque via scegliate per raggiungerla, ognuna di esse si presenterà altrettanto bella e particolare.
Piazza Campitelli
Si trova proprio nel mezzo della via Carrera ed è dominata dal Palazzo Milossa, eretto nel XVIII secolo, oggi sede della Comunità degli Italiani della città di Rovigno.
Piazza sul Laco
Passeggiando per via Carrera, non si può non imbattersi nella Piazza sul Laco, recentemente restaurata e rivitalizzata con la sistemazione di alcune sculture in pietra. A due passi da questa piazzetta sorge la chiesetta della Santissima Trinità, il più importante e meglio conservato edificio sacro in stile romanico della città.
Piazza Valdibora
Se dalla piazza principale cittadina andiamo verso nord, cioè verso Piazza Valdibora, incontreremo il mercato ortofrutticolo e la pescheria municipali e passeremo accanto ad un palazzo del 1854, un tempo chiamato “Rubineum” e che oggi viene parzialmente utilizzato dall’ente culturale “Pučko otvoreno učilište” della città di Rovigno come sede di rappresentazioni teatrali.
Piazza degli Squeri
Un tempo, lungo il tratto che va dal porto al marina, si contavano ben 12 piccoli cantieri navali (i cosiddetti squeri) a testimonianza dell’importante attività cantieristica dei rovignesi, tradizionalmente costruttori di battane, brazzere e leuti. Ad essi la piazza, alla quale oggi s’affaccia il Centro d’arti visive “Battana”, deve il proprio nome.
BENI D’INTERESSE STORICO-CULTURALE
Le porte della città
Delle sette porte originarie, tre sono quelle che hanno conservato le loro fattezze d’un tempo: la Porta di San Benedetto (oggi Porta sulla riva), la Porta Sottomuro, con un’iscrizione del 1590, e la Porta di Santa Croce, riportante l’antico stemma cittadino, mentre la Porta della Vecchia pescheria, oggi Arco dei Balbi, nel tempo ha subito varie trasformazioni.
Arco dei Balbi
È un po’ la porta d’ingresso della città e corrisponde alla Porta della Vecchia pescheria d’un tempo, affacciata alla via cittadina principale, la Grisia. L’arco porta il nome d’un illustre primo cittadino di nome Balbi. Nell’attico superiore dell’arco è visibile un leone di San Marco del XV secolo, simbolo della Repubblica di Venezia. Il leone ha in mano un libro aperto, il che significa che Rovigno accettò di sottomettersi a Venezia senza combattere.
Torre dell’orologio
Ubicata nella piazza principale di Rovigno, era la torre del lato meridionale delle mura difensive della città. Più volte ricostruita, risale al XII secolo. Ai suoi piedi c’era una prigione per reati di minore gravità. L’orologio cittadino, risalente alla metà del XIX secolo, raffigura un leone allato, simbolo della Serenissima, e si trovava sulla torre della porta della città nei pressi del Palazzo Califfi.
Municipio
Un tempo Palazzo dei pretori, risale al 1308. Nei secoli successivi fu ripetutamente ampliato e restaurato. Il pianterreno ospitava le carceri, mentre al primo piano c’era la Gran sala del Consiglio municipale, vari uffici e l’archivio. La facciata e l’atrio furono restaurati tra il 1850 ed il 1860, quando vi furono sistemati diversi stemmi della città e stemmi gentilizi delle nobili famiglie rovignesi. Oggi è la sede del Municipio.
Palazzo Califfi
Il Palazzo Califfi, realizzato in stile barocco e risalente ai secoli XVII-XVIII, ospita gli spazi del Museo Civico della città di Rovigno, fondato nel 1954 su iniziativa della Società artistica rovignese, il cui intento era quello di creare uno spazio che raccogliesse e custodisse il ricco patrimonio culturale locale e si facesse promotore di un’intensa attività espositiva.
SITI ARCHEOLOGICI
Monkodonjo
Il castelliere di Monkodonjo si trova a 5 km ad est di Rovigno. I reperti rinvenuti in questo sito durante gli scavi risalgono al bronzo antico e medio. Monkodonjo è uno degli oltre 350 castellieri abitati scoperti sinora sul territorio istriano. Il castelliere è circondato da mura lunghe quasi un chilometro, larghe circa 3 metri ed alte in alcuni punti anche più di tre metri. Gli edifici del castelliere erano costruiti con blocchi di pietra dal peso talvolta superiore ad una tonnellata, così come le pareti esterne ed interne delle mura, mentre le intercapedini erano colmate col pietrisco. Il castelliere era dotato di due porte, una rivolta ad occidente e l’altra a nord. L’abitato, suddiviso in tre parti, era sovrastato da una necropoli anch’essa fortificata. L’area superiore (acropoli) era abitata dalle famiglie più abbienti, come provano i resti di grandi abitazioni costruite con la pietra ed il legno. Aldilà delle mura della necropoli sorgevano la Città alta e la Città bassa. Qui gli artigiani avevano le loro botteghe e le loro case, dalle fattezze molto più semplici di quelle dell’acropoli. Secondo una stima, il castelliere poteva vantare una popolazione di circa mille abitanti.
Villa rustica
A cala Cisterna, a circa 1 km a sud di cala Veštar, si trovano gli antichi resti d’una Villa rustica romana. L’intera area, ed in particolare il litorale, abbonda di frammenti di ceramica antica (anfore, tegole, lucerne…), mentre in alcuni punti della costa sono visibili i resti di antiche pareti che sbucano dalla terra che copre la fascia costiera. In epoca romana, nell’area attorno alla cala sorgeva uno stabilimento per la lavorazione delle olive e dell’uva provenienti dai fertili campi dell’entroterra. È del 1991 la scoperta, lungo la costa, di un’antica tomba risalente ad un periodo compreso tra il II ed il IV secolo.
Mušego
Necropoli preistorica dell’età del bronzo. Sul colle sono stati rinvenuti più tumuli di pietra che servivano per l’inumazione di uno o più defunti appartenenti alla comunità del castelliere di Monkodonjo.
Cava di San Damiano
Sul promontorio di San Damiano, sul versante settentrionale di cala San Paolo, sono visibili i resti di un’antica cava di pietra. Sorta praticamente in riva al mare, s’estende su una superficie di circa 300 mq. Il suo punto più basso è quasi allineato al livello del mare, mentre quello più alto è posto a circa 7 metri, il che fa supporre cha da questa cava siano stati estratti circa mille metri cubi di pietra.
VIE CITTADINE DI RILIEVO
Via Grisia
La Grisia è famosa per l’oramai tradizionale mostra di quadri all’aperto. Seguendola, vi condurrà sulla cima del colle sul quale si trova la sfarzosa chiesa di Sant’Eufemia, protettrice della città di Rovigno.
Via Santa Croce
Scendendo per via Santa Croce, nelle immediate vicinanze della Porta di Santa Croce, c’imbatteremo nell’omonima chiesetta, risalente al 1592. Una leggenda racconta che l’arca contenente le spoglie di sant’Eufemia, giunta per mare a Rovigno, sarebbe approdata proprio ad un passo dalla chiesetta, cosa testimoniata anche da una lapide affissa ad una colonna ai piedi della chiesa su uno scoglio in riva al mare.
Bregovita
Ritenuta la più bella via di Rovigno, percorriamola sino ad arrivare alla Poljana, su un colle-belvedere che deve il proprio aspetto ad un intervento di sistemazione del XVIII secolo.
Švalba
Parallela alla via Bregovita, la via Švalba è il primo tratto cittadino nato aldilà delle mura nel XVII secolo. Con i suoi edifici barocchi, appartiene al novero delle vie più belle di Rovigno.
Carrera
Una passeggiata per la Carrera, la via commerciale per antonomasia della città di Rovigno, è un appuntamento obbligato per ogni turista. Con i suoi tanti negozi, collega il centro storico con i rioni di più recente costruzione. Il nome Carrera deriva dal fatto che, un tempo, era destinata al transito dei carri. Sino al XIX secolo la Carrera era la strada principale per raggiungere il centro di Rovigno, più precisamente il ponte sul canale (coincidente oggi con lo spiazzo antistante il Museo Civico) che divideva (ed univa) l’abitato isolano da quello sulla terraferma. La Carrera era, inoltre, la strada principale per raggiungere le aree a sud e ad est di Rovigno. Iniziò a diventare “via” verso la metà del XVII secolo, quando Rovigno, lasciatasi alle spalle guerre e pestilenze, iniziò ad estendersi sulla terraferma.
CASTELLI/CASTELLIERI
Dvigrad (Duecastelli) www.natura-histrica.hr
A soli 23 chilometri da Rovigno, questo borgo medievale, oggi monumento posto sotto tutela, fu abbandonato nel corso del XVII secolo. Dentro le sue mura, che custodiscono ruderi di gran valore storico-culturale risalenti ai periodi bizantino e barocco, l’attenzione dei visitatori è attratta dai resti di numerose cappelle e chiese.
LE CHIESE
Chiesa di Sant’Eufemia
Sorta sulle rovine d’un antico tempio romano pagano dedicato all’Istria ed alla Fortuna, era inizialmente consacrata a san Giorgio. Dal miracoloso naufragio dell’arca contenente sant’Eufemia (800), la chiesa fu consacrata ad entrambi i santi. Oggi si presenta come uno splendido edificio barocco che domina l’intera città vecchia. Nel 1650 si decise d’abbattere l’antico campanile e di costruirne uno nuovo, identico a quello della chiesa di San Marco a Venezia. Alto quasi 60 metri, sulla sua sommità svetta una statua in bronzo raffigurante la santa. Realizzata nel 1758 ed alta 4,70 m, essa ruota attorno al proprio asse indicando con la mano destra la direzione del vento.
Chiesetta di San Tommaso Apostolo
La chiesetta di San Tommaso Apostolo, meraviglioso esempio architettonico medievale, è menzionata per la prima volta in documenti del XIV secolo. Nel 1723 fu ampliata mediante la copertura dello spazio esterno, le cui pareti furono affrescate con scene raffiguranti la Crocifissione. Eretta nel 1388, presenta spunti architettonici molto interessanti: l’ingresso della chiesa si trova in posizione rialzata ed è raggiungibile mediante una scala; la stessa chiesa, poi, è in parte costruita su un precedente arco ed ha un campaniletto a vela. Appartiene alla confraternita di San Francesco.
Chiesetta della Madonna della Salute
La chiesetta della Madonna della Salute, eretta nel 1779, sorge in fondo alla via Švalba, sul suo lato sinistro. Tra i suoi bei quadri, spicca la pala dell’altare, copia della famosa pala della Madonna della Salute di Venezia.
Chiesa di San Benedetto
La chiesa di San Benedetto, risalente al XIV secolo, si trova in Piazza “Pod lukovima” (Sotto gli archi), attorniata da alti palazzi; adiacente ad essa, s’erge la Porta di San Benedetto (ora Porta sulla riva) con un tratto delle mura medievali (XII secolo).
Chiesetta della Santissima Trinità
È l’edificio sacro in stile romanico meglio conservato e più importante della città. Sorge in Piazza sul Laco, a due passi dalla stazione degli autobus. Di pianta eptagonale, al suo interno presenta uno spazio circolare con sette nicchie ed una cupola. Vanta tutte le caratteristiche architettoniche di passaggio dal romanico al gotico. I giochi della luce che penetra da tre finestre conferiscono a quest’edificio piccolo ed armonioso un piglio nel contempo suggestivo e monumentale. Vero e proprio gioiello dell’arte locale, vanta una transenna alto-romanica splendidamente conservata dipinta con scene del “Golgota” ed i volti della Madonna, della Maddalena, di san Pietro, di san Giovanni Battista e di san Giovanni Evangelista. Sconsacrata da tempo, ma in ottimo stato di conservazione, oggi funge da incantevole spazio espositivo.
Chiesa della Madonna delle Grazie
Sita in via Carducci, se ne ignora l’esatta data di costruzione. Quel che è certo è che fu consacrata nel 1487. Da un’iscrizione che recita: “Scip.Benz. P. 1584.” (ovvero “Scipione Benzon Podestà 1584.”), con tanto di stemma gentilizio, si viene a sapere che fu restaurata nel 1584. Nel 1570, come risulta da iscrizioni affisse sulla porta e sulle finestre della facciata, la chiesa fu nuovamente restaurata (fu rifatto il soffitto), senza dimenticare che, ancora prima, s’intervenne per ampliare lo spazio a tergo dell’altare.
Chiesa di Santa Croce
La chiesa fu eretta nel 1592 in pietra viva, con un campanile a vela sulla facciata ed una loggia. Offre una splendida vista sull’isola di Santa Caterina. Ai piedi della chiesa si trova una colonna eretta nel 1720 in ricordo del luogo in cui, secondo la tradizione popolare, nel 800 sarebbe approdata l’arca con le spoglie di sant’Eufemia.
Chiesa di San Bartolo
Si trova ai margini di un campo ai piedi del golfo di Valalta. Si tratta dei resti di una chiesa romanica priva di facciata e tetto.
Chiesa di San Cristoforo
Si trova ad un chilometro ad est di Valalta, ai margini di un campo fertile chiamato Basilica. Edificio con pianta a parallelogramma, ha un’abside aggettante semicircolare un po’ più stretta della navata centrale. All’esterno, addossate alle pareti, sono visibili delle lesene appena sporgenti, unite nella parte superiore da archi. Le pareti si presentano alquanto rustiche, a testimonianza della scarsa abilità del mastro che le realizzò, ed intonacate all’interno ed all’esterno. Il tetto della chiesetta consta d’una struttura lignea coperta da tegole, mentre il tetto dell’abside è coperto da lastre di pietra. Da un punto di vista architettonico, possiamo considerarla di stile romanico.
Chiesa di San Tommaso
Si trova a 4 km a nord della città di Rovigno, a due passi dai binari della vecchia ferrovia Rovigno-Canfanaro. Edificio con pianta a croce, ha un campaniletto sul lato settentrionale aggiunto successivamente. Nel XVI secolo fu interessata da un intervento di ricostruzione talmente radicale che ne mutò l’aspetto originale. Murate le navate laterali, la chiesa rimase ad una sola navata. L’ala occidentale fu notevolmente ridotta ed alla facciata, completamente rifatta, furono aggiunte due finestre rettangolari. Nel corso degli ultimi lavori di scavo, nella chiesa sono state rinvenute decine di frammenti d’elementi plastici e parti dell’arredo ecclesiastico preromanico: frammenti di transenna e del pluteo, pilastri della balaustra dell’altare, colonne con capitelli… In base alle attuali conoscenze, è possibile affermare che essa fu costruita a cavallo dei secoli VIII e IX. La chiesa di San Tommaso è un bell’esempio d’architettura sacra risalente al periodo carolingio istriano.
Chiesa di San Damiano
Questa chiesetta si trova a metà strada tra la zona palustre Palud e il promontorio di San Damiano. Grandemente devastata, oggi si presenta come un rudere con pianta a parallelogramma senza tetto né facciata. In base alle sue caratteristiche stilistiche, possiamo collocarne l’origine tra i secoli XI e XII, e considerarla, quindi, espressione dell’arte romanica.
CONVENTI E MONASTERI
Convento francescano
La costruzione dello splendido edificio in stile barocco del convento francescano ebbe inizio nel 1702. Per realizzare nella pietra viva la grande cisterna del convento, per la prima volta a Rovigno si fece uso dell’esplosivo. La biblioteca del convento custodisce oltre 80.000 preziosi volumi, alcuni dei quali, risalenti ai secoli XVI, XVII e XVIII, sono vere e proprie rarità.
CURIOSITÀ
Baron Gautsch
Il traghetto “Baron Gautsch”, lungo 85 e largo quasi 12 metri, affondò nel mare di Rovigno nel 1914. Viaggiando da Kotor (Cattaro) a Trieste, andò ad urtare contro una mina subacquea dimenticata, trascinando con sé in fondo al mare 240 passeggeri. Il ponte superiore della nave si trova ad una profondità di 28 metri, quello inferiore a 36 metri, mentre il fondo è adagiato a 42 metri. Il relitto si trova a 8 miglia nautiche dalla città di Rovigno, gode di un buon stato di conservazione ed è annoverato tra i più belli dell’Adriatico. Particolarmente suggestiva è la possibilità di visitarne gli interni.
Cultura e scienza
I MUSEI
Museo Civico della città di Rovigno www.muzej-rovinj.com
È ospitato nel palazzo barocco dei conti Califfi (XVII-XVIII sec.). Il museo ha una duplice veste: quella di galleria d’arte e quella di mostra museale permanente, con una preziosa collezione d’opere d’arte.
Ecomuseo “Casa della battana” www.batana.org
Si tratta d’un moderno allestimento museale multimediale dedicato alla tradizione piscatoria di Rovigno ed alla sua piccola barca da pesca dal fondo piatto, la battana. La sua sede è in una palazzina tipicamente rovignese nei pressi di una piccola piazza molto pittoresca che si presta ad ospitare mostre e presentazioni all’aperto ed un evento speciale che si tiene nel corso dell’estate: la costruzione d’una battana davanti agli occhi dei curiosi.
Museo “Trani” (privato)
I visitatori del primo museo privato dell’Istria avranno occasione di vedere, tra l’altro, tanti oggetti appartenenti alla ricca storia marinara e piscatoria della città di Rovigno. Tra essi ricordiamo modelli di navi, attrezzi da pesca raccolti in tanti anni, reti e nodi marinari, fotografie ingiallite tratte dagli album di famiglia, ecc. L’autore della mostra, tuttavia, ha voluto esporre anche fotografie più recenti raffiguranti immagini panoramiche di Rovigno, i cantieri navali (gli squeri), i porticcioli ed i pescatori. Occorre ricordare, inoltre, che l’intero spazio espositivo è opera della fantasia e del lavoro del suo autore e proprietario, Giovanni Trani, il quale, per rendere il Museo ancor più interessante, ha dovuto imparare i rudimenti di ben ventiquattro mestieri, dall’elettricità alla ceramica.
Minimuseo Hütterott
La città di Rovigno vanta un minimuseo dedicato alla famiglia Hütterott la quale, a cavallo dei secoli XIX e XX, era proprietaria del parco-bosco Zlatni rt (Punta Corrente) che ospita anche l’edificio del museo. Quella degli Hütterott era una famiglia d’industriali e commercianti d’origine tedesca, proveniente da Trieste e presente a Rovigno fin dal 1890, quando Johan Georg Hütterott acquistò le isole rovignesi di Sv. Andrija (Sant’Andrea), Maškin, Šturag e Sv. Ivan na Pučini. Successivamente, e sino al 1900, la famiglia estese i propri possedimenti anche sulla terraferma, concentrandosi nelle zone di Punta Corrente, Škaraba, Monvi e Monte Mulini e trasformando l’intera area in un vero e proprio parco naturale con i tratti d’una nuova zona turistico-residenziale. Le vigne, gli oliveti ed i pascoli furono trasformati in viali alberati, prati fioriti e passeggiate. Nel museo i visitatori potranno ottenere anche informazioni sulla pratica dell’arrampicata e del birdwatching.
Museo del convento francescano
Al pianterreno dell’ala orientale, adiacente alla sacrestia, nella stanza che, un tempo, era destinata ai ministranti ed alla cottura delle ostie, i frati del convento hanno allestito una mostra d’oggetti d’arte quasi tutti originariamente destinati alla funzione liturgica. Spiccano alcuni quadri, gli arredi sacri e l’altare maggiore.
IL TEATRO
Teatro “Antonio Gandusio” www.rovinj.hr
Terminato nel 1854, fu realizzato grazie ad un’idea dell’allora sindaco rovignese Niccolò de Califfi. Originariamente sorgeva proprio nel cuore della vita cittadina, a due passi dal mercato civico. Con le macellerie e le pescherie al pianterreno del mercato, il teatro “Gandusio” viveva la vita della città, adattandosi ai suoi cambiamenti. Luogo per la rappresentazione di commedie, drammi, opere buffe, opere liriche (con tanto d’orchestra alloggiata nel parterre, ai piedi del palcoscenico), operette, comizi, eventi culturali e politici, oggi funge da cinema cittadino.
LE GALLERIE D’ARTE
Galleria Adris www.adris.hr
La realizzazione di questa galleria d’arte è stata voluta nel 2001 da parte dell’importante gruppo imprenditoriale Adris. L’edificio della Galleria Adris (progettato da Marijan Hržić) ha tutte le caratteristiche di uno spazio culturale polivalente adatto ad ospitare non solo mostre di quadri e sculture, ma anche concerti. Il gruppo Adris, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Zagabria, in questi spazi espositivi offre a tutti gli amanti dell’arte di Rovigno uno spaccato dell’opera dei maggiori pittori croati della prima e della seconda metà del XX secolo.
Museo civico della città di Rovigno www.muzej-rovinj.com
Il museo opera anche nel ruolo di galleria d’arte.
Galleria “Sv. Toma”
Si trova in via Bregovita ed è gestita dal Museo civico della città di Rovigno.
Centro delle arti visive “Batana” www.batana.hr
Il Centro delle arti visive “Batana” organizza i seguenti eventi: il Salone internazionale della fotografia, mostre fotografiche collettive e personali, gli incontri internazionali fotografici “Ars Histriae”, proiezioni audio-visive e multimediali a livello nazionale ed internazionale, ricerche e raccolte di documentazione sull’arte fotografica, seminari sull’arte fotografica e sulla comunicazione visiva, il Practicum di fotografia “Alpe Adria”, workshops internazionali, un mostra-vendita d’oggetti d’antiquariato, il Memorial “Luigi Caenazzo” ed una scuola di fotografia.
Centro multimediale www.rovinj.hr
Anche grazie alla sua suggestiva ubicazione, il centro multimediale di Rovigno è il luogo ideale per ospitare importanti mostre etnografiche, pittoriche, scultoree e d’altra natura, tra le quali spiccano la Mostra mondiale della ceramica piccola e in miniatura “Lilliput Ceramics” e la prima fiera istriana d’oggetti d’arte “Art Exchange”, ovvero la prima fiera d’oggetti d’arte creata allo scopo di stimolare una miglior organizzazione del mercato delle opere degli artisti contemporanei in Croazia, tenuta ogni anno negli ultimi giorni della prima settimana di maggio.
Galleria del pittore Rajko Svilar
Chiesetta di San Nicola, Piazza Squeri (Trg Brodogradilišta), Rovigno
Galleria del pittore Branko Kolarić
Via Lorenzetto, Rovigno
Galleria del pittore-scultore Bernard Teklić
Via Zorzetti 6, Rovigno
CLINICA “PRIMARIUS” DEL DOTT. MARTIN HORVAT
Clinica “Primarius” del dott. Martin Horvat
Splendido complesso sanitario immerso nel rigoglioso verde della penisola di Muccia, fu aperto ufficialmente il 22 maggio 1888 come Ospizio della Marina militare “Maria Teresa”, in onore dell’arciduchessa austro-ungarica che, in compagnia dell’arciduca Carlo Ludovico, presenziò alla sua inaugurazione. L’ospizio, dalla sua apertura e fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, operò come struttura sanitaria della città di Vienna; ampliato nel 1906-1908 su iniziativa del sindaco viennese Lueger, più tardi fu trasformato in clinica specializzata nella chirurgia ortopedica.
ACQUARIO
Acquario dell’Istituto “Ruđer Bošković” di Rovigno www.cim.irb.hr
Centro specializzato nelle ricerche marine, da diversi decenni opera sotto il patrocinio dell’Istituto “Ruđer Bošković”, fondato nel 1891. Rovigno, nei primi anni della fondazione dell’Istituto, svolgeva il ruolo di stazione operativa dell’Acquario berlinese, con lo scopo di raccogliere organismi marini sconosciuti. La città istriana era nota come uno dei luoghi più importanti della ricerca marina e subacquea, soprattutto grazie alla straordinaria pulizia delle sue acque, alla ricchezza e varietà delle sue specie ed organismi vegetali ed animali e per gli eccellenti collegamenti stradali con Trieste, Berlino e tanti altri centri europei. Nel secolare edificio che ospita l’Istituto per le ricerche marine “Ruđer Bošković” è possibile ammirare il ricco mondo animale e vegetale dell’Adriatico. Nei mesi estivi l’acquario è aperto dalle 9 alle 21.
Divertimento
Centro dei divertimenti MONVI www.monvicenter.com
Si trova nelle immediate vicinanze dell’hotel Eden di Rovigno ed opera come complesso multimediale dotato d’una ricchissima offerta ristorativo-ricreativa. Ispirato ad una concezione innovativa, il centro ha offerto concerti all’aperto ospitati nel suo Anfiteatro, party di musica elettronica nelle discoteche Temple, Gallery e Presidente, l’eccellente cucina messicana del ristorante “Los Amigos” e tanti altre occasioni di divertimento. Negli ultimi tre anni, il Monvi Centar ha avuto l’onore d’ospitare DJ di livello mondiale come Deep Dish, Timo Maas, Sven Vath, Danny Howells, X-Press 2, Faithless, Richie Hawtin, Basement Jaxx, Umek, Sanader Kleinenberg, Valentino Kanzyani, Masters At Work, Roger Sanchez, Junio Sanchez e tanti altri ancora.
Royal Casino
Sito al centro di Rovigno, in via Nello Quarantotto b.b., il Casinò è aperto sei mesi l’anno. La stagione del gioco ha inizio sempre in concomitanza con le festività pasquali. Dagli interni eleganti, nelle sale climatizzate di questa casa da gioco si propongono la Roulette americana, il Black Jack, il Carribean poker e tutto il divertimento delle slot machines.
Locali notturni
Il divertimento notturno è assicurato anche da tanti locali ubicati al centro della città.